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cosimo de matteis

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un semplice blog, eterogeneo come è normale che sia. Con una principale attenzione: dire la verità.

LA MORTE DI DON ANGELO ARGENTIERO - Breve ricordo di A(ngelo) S(conosciuto)

DON ANGELO ARGENTIERO
DON ANGELO ARGENTIERO
Quasi improvvisamente (dal malore accusato in chiesa al decesso son passati solo tre giorni) è morto Don Angelo Argentiero sacerdote mesagnese della Diocesi di Brindisi-Ostuni. Sulle Testate locali è stato unanime il ricordo affettuoso così come l'affetto e l'omaggio tributatogli dai suoi concittadini. Sul sito ufficiale della diocesi Don Angelo viene ricordato con un articolo (http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/pls/cci_dioc_new/V3b_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=42116 ) a firma A.S. riconducibile al giornalista Angelo Sconosciuto -Direttore del giornale diocesano "Fermento"- che di don Angelo è concittadino. Riportiamo in modo integrale questo bel ricordo e facciamo nostra anche la stima per il sacerdote scomparso che traspare dalle righe (cosimo de matteis)

MESAGNE – Un malore domenica sera ed il cuore oltremodo generoso, ma malandato, di mons. Angelo Argentiero non ha retto: nel pomeriggio di mercoledì 17 settembre, intorno alle 15 - quasi nel disegno evangelico del “Consummatum est” – il parroco emerito della Chiesa matrice, l’arciprete di Mesagne, è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari e dell’intera comunità cittadina e diocesana, che nel corso di oltre cinquant’anni di sacerdozio ha avuto modo di conoscerlo ed apprezzarne le doti umane e sacerdotali.

Don Angelo Argentiero, mesagnese di 78 anni, era entrato giovanissimo in seminario; aveva compiuto i suoi studi a Molfetta ed era stato ordinato sacerdote nel 1962. Per lunghi anni insegnante di religione nelle scuole pubbliche, viceparroco a San Pancrazio Salentino e poi a Mesagne, in chiesa matrice, prima ancora che giungesse la nomina a parroco dell’arcivescovo, era diventato “successore” di don Daniele Cavaliere che a fine 1984, nel corso della messa domenicale, si era tolta la pianeta per imporgliela “coram populo”, così come accadeva nei primi decenni della Chiesa primitiva.

Don Angelo Argentiero parroco della Chiesa matrice, nel contempo è stato con l’arcivescovo Settimio Todisco l’indimenticato responsabile dell’Ufficio diocesano missionario, negli anni in cui la diocesi di Brindisi-Ostuni ha avuto una parrocchia in Kenia. Capo scout e vicario foraneo rinnovato molte volte nell’incarico per elezione dei confratelli sacerdoti, ha avuto tra gli altri meriti quello di portare a compimento il restauro della Chiesa matrice. Capace di intessere una serie innumerevole di rapporti dentro e fuori Italia ha mantenuto saldo il collegamento con gli emigrati, preservando viva la loro devozione per la Vergine del Carmine; fine intenditore di musica sacra l’ha promossa a tutti i livelli. Non c’era persona a Mesagne che non lo conoscesse e che non riuscisse a scambiare una parola con lui, che si muoveva per la città preferibilmente a piedi. Capace di leggere sempre i bisogni della sua gente e sacerdote “dalle mani bucate” con chi gli chiedeva aiuto, non aveva esitato ad accettare la vicepresidenza dell’associazione antiracket, e suo grande merito è stato quello di guidare una comunità parrocchiale “inclusiva”. “A ciascuno devo dire grazie per quello che riesce a dare spontaneamente”, diceva. Già mercoledì sera il tributo più bello della sua città: la chiesa matrice piena di gente radunatasi spontaneamente in attesa che giungesse il feretro. I funerali saranno celebrati domani, venerdì 19 settembre, alle 16 dall’arcivescovo Domenico Caliandro.

A.S.

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