Scrivo da cristiano e, spontaneamente, mi rivolgo ai cristiani. Del resto in Italia, ad oggi, siamo ancora fondamentalmente cristiani. Un abbondante 90% di battezzati in Cristo (la più parte cattolici, con sparute minoranze non cattoliche) e anche i Testimoni di Geova sono una Congregazione cristiana, con tutte le diversità proprie di ogni comunità di culto.
La premessa serve a dire che non sento di offendere nessuno se affermo quanto dico solennemente nel titolo: il Matrimonio ha senso solo in Cristo. Nel Suo Nome c'è la Salvezza. Questo a livello soteriologico/escatologico e a livello della concreta vita quotidiana. E parlando di matrimonio ci riferiamo alla vita di coppia: marito e moglie.
Nei tempi che stiamo vivendo, con una profonda crisi intraecclesiale (il riferimento è alla Chiesa Cattolica) che ha fra le sue cause una errata interpretazione -da parte di molti: gerarchia e fedeli laici- del Sacramento del Matrimonio parrebbe "anacronistico" parlare di marito e moglie.
Ed invece occorre partire (meglio: ripartire) da lì. Dal Matrimonio. Un uomo ed una donna decidono di di essere "una sola carne". Ma non per una sera, o per un anno, o per dieci anni: per sempre. E pazienza se spaventa tale espressione: per sempre.
Eppure ogni persona sa bene che il vero amore è per sempre. E' inconcepibile un amore "a tempo". Chi ama ha la naturale esigenza che questo amore non sia limitato. Ed è quella la saggezza con la quale la civiltà occidentale, giudaico-cristiana, ha vissuto per millenni fino alla "follia" del Sessantotto con l'inumana legge che permette il divorzio.
Gli esperti di internet dicono che un articolo lungo non lo legge nessuno. Ed allora ci fermiamo qui. Con una frase di un grande italiano, vissuto tra Otto e Novecento: "il divorzio è la strada dritta per l'inferno". E' vero.