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cosimo de matteis

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un semplice blog, eterogeneo come è normale che sia. Con una principale attenzione: dire la verità.


il peccato di adulterio e le donne sporcaccione

Pubblicato da cosimo de matteis su 14 Giugno 2019, 09:34am

Una delle accuse più frequenti di questi tempi è “omofobo” (neologismo senza basi scientifiche, coniato in onore alle lobby ed alla ideologia) accanto ai sempreverdi “fascista” e “razzista”.

Poi hanno inventato un paio di nuovi termini: “femminicidio” e “sessista” e, almeno per ora, non entriamo nella questione.

Ma viene da chiedersi: il “sessismo” esisteva già tremila anni fa? Senza scomodare Giovenale e la sua Satira VI (ché sennò ci fanno chiudere il blog) viene da riportare alcuni passi dell’Ecclesiastico. Tipo il seguente: “crepacuore e lutto è una donna gelosa di un'altra e il flagello della sua lingua si lega con tutti”  oppure questo “La scostumatezza di una donna è nell'eccitazione degli sguardi, si riconosce dalle sue occhiate”. (qui) 

Per un cristiano –così come per un ebreo- è Parola di Dio. Ma anche facendo finta non si tratti di testi ispirati resta il fatto che quasi tre millenni fa venivano scritte queste cose. Ora, vogliamo processare Giovenale? Vogliamo mettere al rogo l’Antico Testamento?

Eppure Gesù non ha mai detto di voler “annullare” la Legge, come pure cattivi teologi insegnano nei seminari. Sentite qui cosa dice il Figlio di Dio: «Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore».

Queste parole di Gesù – che per noi cristiani sono Parola di Dio- vengono oramai tenute nascoste. Se anche la Liturgia prevede la lettura di quei passi il predicatore si guarda bene dal commentare quei passi che pure sono così chiari e oltremodo attuali: viviamo immersi nell’adulterio, i rapporti adulterini –spacciati per “seconde nozze”- sono diffusissimi.

Ed anzi alcuni cattivi Pastori o intere Conferenze Episcopali hanno scritto Documenti per tutelare costoro che vivono in situazione stabile di peccato, senza nessuna intenzione di staccarsi da esso!

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