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cosimo de matteis

cosimo de matteis

un semplice blog, eterogeneo come è normale che sia. Con una principale attenzione: dire la verità.

La Val delle Lacrime: la conoscete?

Primo Maggio, giorno di gite fuori porta. Che poi posson esser fatte anche al di fuori di questo giorno, anzi è pure meglio: c’è meno folla.

Noi italiani siam fortunati: non abbiamo che l’imbarazzo della scelta. E’ così bello il nostro Paese che basta solo spostarsi un po’ per “scoprire” luoghi meravigliosi. Certo, c’è chi si ingegna –soprattutto per le ferie estive- di trovare luoghi esotici, lontanissimi (spesso pur’essi affollatissimi).

Spiagge, monti, fiumi, valli…

VAL DELLE LACRIME

Si rischia di scordare che siamo già perennemente immersi in una valle. E che, volenti o nolenti, dobbiam percorrerla, star in essa. Si, certo: è la valle del titolo. Il trovarci in una lacrimarum valle non deve spaventarci. Né toglierci la gioia. L’importante è aver la consapevolezza di esserci, di trovarci lì, in quella valle.

Mica il saperlo è pessimismo, anzi. La persona saggia ed avveduta sa bene che è così. Spiace, semmai, per chi cerca di dimenticarlo. Certo, è tipico della giovinezza –ed ancor più della adolescenza- il cercare la felicità piena ed assoluta. Nulla di male, per carità. Ci mancherebbe altro. Ma normalmente uno dovrebbe comprendere che –come è proverbiale- la felicità piena non è di quaggiù.

E’ triste constatare che, sovente, imputiamo la colpa di questo ad altre persone. E’ frequentissimo il ritenere la causa della nostra infelicità una o piu persone. Con quel che ne consegue: tante volte pensiamo (o pure lo diciamo esplicitamente!) “se non fosse per quella persona sarei felice!”

Quando si insinua tale insano pensiero (fisiologico, diciamo così, per un tredicenne. Il fatto grave è che si arriva agli anta, e pure ben oltre, con tale errata convinzione) si diventa capaci di tutto. Anche dell’omicidio. O dell’odio sviscerato che degenera talora nel “volere male” (letteralmente). Ed il volere il male di una persona, oltre ad esser peccato, può portare anche a cose orripilanti. Il riferimento è ai malefici, al ricordo a maghi, cartomanti e santoni.

Ed invece quanta saggezza vi è nell’accettare, placidamente, le avversità. Che non mancano mai nella nostra valle. E’ ben risaputo che è un inganno (diabolico) il ritenere come un rimedio la “eliminazione” della persona che ci nuoce. Quand’anche essa non ci fosse più (magari per “merito” nostro!) ci accorgeremmo di come la infelicità non p scomparsa ma, anzi, è aumentata.

Affidiamoci, dunque, a Lei, che questa valle l’ha percorsa, eccome. Ed anzi, la conosce palmo a palmo più della migliore guida turistica! E se siamo gementi e piangenti Ella è ancor più propensa a soccorrerci. E nessuno come Lei è felice del nostro sorriso.

 

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