Cari amici, dovete sapere che noi maschi prendiamo delle cotte non solo per persone del Gentil Sesso ma pure per gli uomini. E sono sbandate belle forti, eh! No, non c’entra niente l’omosessualità, malpensanti! A volte ci infatuiamo di altri uomini: scrittori, filosofi, politici, giornalisti, preti, santi. A volte vivi a volte morti.

Quando si tratta di morti (o meglio: santi, giacché essi sono già in Paradiso) è meraviglioso: li si sente vicini nella Comunione dei Santi, li sentiamo vicini, sappiamo che ci comprendono alla perfezione e non c’è nessun rischio di fraintendimento. Di più: essi, stando in Cielo, possono aiutarci in modo particolarmente efficace. In gergo tecnico chiamasi “intercessione”. E poi c’è l’enorme vantaggio, già detto prima, dell’assenza di equivoci o fraintendimenti. Quelli avvengono quando siamo ancora quaggiù.

Quaggiù, invece, i piccoli e grandi difetti (in realtà “vizi”, retaggio diretto del Peccato Originale) son ancora ben vivi. Naturalmente ben vive son anche le virtù: e proprio quelle conducono all’innamoramento di cui sopra. Però talora avvengono complicazioni: incomprensioni, liti, piccoli inganni, bugie, adulazioni, e tante altre umane cose di noi vivi. Coi santi no, questo non avviene. Nella peggiore delle ipotesi non ci “esaudiscono”. Ma di certo essi – i santi- ci ascoltano e ci capiscono. E se non ci fanno un “favore” non è per dispetto o poca generosità. Semplicemente perché Dio ha altri progetti.
cosimo de matteis