E’ datata 21 luglio 1995. Ed è la prima lettera che ricevetti da parte di Suor Costanza. Naturalmente la conservo con cura e con affetto.
In verità conservo tutte le lettere ricevute nei miei 55 anni di vita e la prima risale all’infanzia: ho fatto corrispondenza fin dalle scuole elementari e….non ho mai smesso. Ho almeno ho “dovuto” smettere quando le persone hanno smesso inspiegabilmente di scrivere lettere e si sono buttate a capofitto sulla sulfurea messaggistica istantanea (che rende schiavi. O comunque dipendenti).
Torniamo a Suor Costanza: avevo conosciuto la sua Congregazione perché nella città dove vivevo (e dove ho trascorso buona parte della mia giovinezza) frequentavo la mia parrocchia “adottiva” (diciamo così) e lì operavano le Suore Minime del Perpetuo Suffragio.
Erano molto brave: ne ricordo i volti ed anche qualche nome. Non mi limitavo alla Messa domenicale ma sovente partecipavo all’Eucaristia pure nei giorni feriali. Ed insomma, fra la bella effigie del Fondatore – che discretamente troneggiava nella navata destra della chiesa- e le Religiose che incontravo quasi quotidianamente, decisi di conoscere meglio questo Istituto.
Trovare l’indirizzo fu facilissimo: bastava guardare l’immaginetta. Così feci e scrissi alla Casa Madre. Che era ed è a Torino. (Parentesi: delle Minime e del loro Fondatore ha detto e scritto anche Vittorio Messori: al Faà di Bruno dedicò una bella biografia. Il grande scrittore era cresciuto proprio all’ombra del maestoso Campanile di via San Donato e quando incontrò la fede volle ritornare lì, nei luoghi della sua infanzia. Chiusa parentesi).
Mi giunse un bel plico, confezionato con garbo. Vi erano alcune immaginette, una brochure, un adesivo, la già citata biografia ed il tutto accompagnata da una bella e semplice lettera.
Non ci vuole molto a capire che era stata la cara Suor Costanza a rispondere con gentilezza e generosità alla lettera di questo giovane universitario (allora avevo 24 anni).
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Ne nacque una serena corrispondenza – abbastanza saltuaria, episodica- ma quello che scaturì fu una bella unione di preghiera. E del resto: la Comunione dei Santi – la misteriosa unione fra vivi e defunti- è alla base della Congregazione il cui specifico carisma è proprio il suffragio, la preghiera. Compresi molte cose. Benedico quegli anni, sebbene non esenti da tribolazioni e fallimenti: negli anni padovani cresceva la mia fede ed anche sul versante culturale mi arricchivo e non solo per gli studi che comunque seguivo regolarmente e con esiti più che buoni.
E niente, è il caso di chiudere qui questo articoletto buttato giù, come potete immaginare, di getto o quasi. Proprio come le amate lettere che ho scritto a migliaia!
Chi, per mera ipotesi, fosse interessato e/o “incuriosito” da Suor Costanza e dalla Suore Minime non deve far altro che cliccare qui. Ciao amici!