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cosimo de matteis

cosimo de matteis

un semplice blog, eterogeneo come è normale che sia. Con una principale attenzione: dire la verità.

Due o tre cose che so su Teodoro D'Amici

La virtù piu grande è la umiltà. Ed il nascondimento, la piccolezza, il silenzio ne sono tratti esteriori ma che nascono da una profonda vita interiore, spirituale. Così molti santi, così Teodoro D’Amici. Costui, 50enne vigile urbano, padre di tre figli non possedeva molte di queste caratteristiche. Ma arriverà ad averle, in pienezza: alla fine di un lungo percorso, trentennale.
La Grazia irrompe nella sua vita ed egli corrisponde ad Essa: Teodoro D’Amici pronuncia il suo “si” e resterà fedele a tale promessa. Lavorando su di lui, smussando le asprezze del carattere, modificando certi tratti del suo temperamento: ma il tutto con umile docilità all’azione dello Spirito Santo che lo trasformava e lo rendeva un uomo nuovo.
Ecco, il “primo miracolo” di Jaddico è la conversione del veggente Teodoro: conversione vera, autentica, senza tentennamenti, senza fanatismi.
La Vergine Immacolata si presenta nella sua vita con delicatezza tutta materna e con decisione: è la notte tra l’11 ed 12 agosto 1962. Si è prossimi alla festa dell’Assunta: Teodoro e la sua consorte dormono, non pensano certo alla grande Solennità oramai vicina. Non sono praticanti, forse neppure credenti (qualcuno sostiene essere il D’Amici di simpatie comuniste) : dei battezzati come tanti.

JADDICO AFFRESCO immagine
La Madonna, in sogno, lo invita a raggiungere un luogo, fuori città, in contrada Jaddico, dove c’è un muro sbocconcellato e fatiscente, residuo di un’antica chiesa. Su di esso è visibilissimo uno sbiadito affresco della Madonna, che stringe al seno il bambino Gesù, bello nella sua fattura, ma mal ridotto.
La voce, che il vigile capisce essere quella della Madonna, gli dice: “Portami ceri e fiori!”, e lui: “A che ora?”, ed in risposta: “A mezzanotte”.
Teodoro è un poco turbato ma, in cuor suo, ha già pronunciato il suo “fiat” alla Vergine. La quale, con premura materna, gli rammenta la promessa e l’impegno preso: solita modalità discreta e garbata e biblica ossia in sogno.
Ed ecco Teodoro, la sera della Vigilia dell’Assunta -14 agosto 1962, è un martedì- obbedisce: poco prima della mezzanotte si reca in macchina, prudentemente accompagnato da un amico, a Jaddico. Parcheggia sul ciglio della vecchia superstrada e, da solo, si inoltra in quella piccola grande “foresta”, resa ancor più impervia e popolata di bestie ed insetti dal vicino paludoso canale Giancola. Compie il suo dovere (accende il cero, dona i fiori alla Vergine).

JADDICO muro diroccato bn
Il resto è storia che piu o meno tutti i devoti del Santuario di Jaddico conoscono e che è impossibile riportare qui per intero. Le poche -molto poche- e scarne pubblicazioni a questo punto indugiano su aspetti secondari quali i sospetti della moglie, ingelositasi per i fiori portati ad altra donna ed altre inutili facezie.
Ma le grandezze vere la Vergine le compie nel cuore di Teodoro che diventa un altro uomo, noncurante degli “sberleffi” che pure col tempo arriveranno. Il soprannaturale -soprannaturale Celeste- irromperà a Jaddico: piu volte e con numerosi testimoni. La nota illuminazione del Muro è vista -piu volte, tra quell’agosto ed il maggio dell’anno successivo- da decina e decina di persone e nessuno ha mai dubitato di essa.

TEODORO D'AMICI in preghiera bn 001

TEODORO D’AMICI – 12 Ottobre 1913 – 15 Luglio 1993

In parallelo alla “trasformazione” di Teodoro – che è bene chiamare col suo nome più correto ossia conversione– la Vergine chiama anche altre persone che diventano i primi e piu fidati collaboratori di Teodoro. Su questi valorosi uomini -si pensi a Alberto Del Sordo ma soprattutto a Cosimo Melacca: uomo di fede cristallina e devotissimo alla Vergine- andrebbero fatti dei doverosi approfondimenti per far conoscere le loro virtù.

jaddico prima pietra

PRIMA PIETRA – In questa bella foto Teodoro D’Amici, in divisa, il giorno della posa della prima pietra per la costruzione del Santuario. Si intravede, ultimo a sinistra, Cosimo Melacca

Il triennio 62-65 è quello “decisivo”: la “chiamata” della Madonna ed il “si” di Teodoro, gli eventi prodigiosi, la costruzione del Santuario che, sia pure con numerosissime modifiche e notevoli abbellimenti opera soprattutto dei Padri Carmelitani Scalzi e, in particolare, di padre Innocenzo Parente e padre Enzo Caiffa attuale Rettore, è la stessa chiesa che ancor’oggi, agosto 2017, è meta incessante di pellegrini: notte e giorno. Si, perchè la Chiesa-Santuario di Jaddico, intitolata a Maria Madre della Chiesa, è aperta sempre, ininterrottamente.
Faremmo un torto alla Madonna (non tanto a Teodoro così umile ed amante del nascondimento) se non dicessimo che la sera di venerdì 7 settembre 1962 la Vergine vollè mostrarsi visibilmente: Teodoro D’Amici ebbe così il privilegio e la Grazia di contemplare direttamente Lei, la Madre di Dio, la Tutta Bella. La Piena di Grazia, mentre Teodoro era in preghiera davanti al Muro con decine di altri fedeli, richiamò il veggente dietro e lì Teodoro accorse e vide Lei: impossibile descrivere la bellezza incomparabile.

TELA
Certo, la ispirata tela realizzata dal già citato padre Caiffa e posta proprio lì dove la mariofania ebbe il suo centro, rende l’idea: Teodoro è prono, devotamente rivolto a Colei che gli ha cambiato la vita, convertendolo a Cristo.
Nel 1986 a Jaddico giungeranno, provvidenzialmente chiamati dal Vescovo di Brindisi mons. Settimio Todisco, i padri Carmelitani Scalzi che tuttora reggono il Santuario con amore e dedizione.
Il 15 luglio del 1993 -è un giovedì ma è soprattutto la Vigilia della Festa della Madonna del Monte Carmelo- Teodoro D’Amici muore. Il bene che ha fatto è tanto, le meraviglie operate dalla Vergine Maria presso quel Santuario sono incalcolabili: è un luogo benedetto da Dio e questo lo sentono subito i tanti pellegrini.

teodoro busto
Teodoro forse non avrebbe voluto questo scritto ma era doveroso farlo: è vero che Dio ha i suoi tempi (che, molto spesso, non sono i nostri) ma bisogna pur cominciare a riflettere sulla vita di Teodoro D’Amici, su come è cambiato, sulle virtù che ha coltivato ed in che modo egli ha vissuto: in particolare quelle teologali, fede, speranza e carità. E tributare il giusto riconoscimento a questo uomo. Per ora egli “ci guarda” mentre ci rechiamo nel “suo” santuario: un busto posto fuori dalla chiesa (foto in alto)  lo omaggia. Ripeto: a lui va bene così. Fosse per lui ci direbbe: “non pensate a me: rivolgetevi a Dio attraverso la Vergine Santa, sapeste quanto è bella e quanto è buona! Se sapeste quanto ci ama piangereste di gioia”

cosimo de matteis

PER ALTRE INFORMAZIONI SULLA VITA DI TEODORO D’AMICI, PER SEGNALAZIONI DI GRAZIE RICEVUTE, PER RICHIEDERE PREGHIERE RIVOLGERSI AL SANTUARIO “MARIA MADRE DELLA CHIESA” – CONTRADA JADDICO – 72100 BRINDISI. 

SI CONSIGLIA DI VISITARE IL SITO INTERNET DEL SANTUARIO: JADDICO Home page

WWW.JADDICO.IT 

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